“Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Uscirne tutti insieme è politica. Uscirne da soli è avarizia”. Don Lorenzo Milani
L’ispirazione: un articolo su Aggiornamenti Sociali consigliato da Paolo.
Il sogno: il Paese che vorrei.
Perché credo che la politica sia potere intesa come verbo e non come sostantivo.
Il potere, come sostantivo, ha certamente contribuito al diffuso clima antipolitico e antipartitico e al conseguente sempre più consistente astensionismo.
Quello che era sogno è diventato incubo. Ciò che doveva essere azione collettiva per il bene comune, per costruire ponti e relazioni è diventato individualismo e personalismo. Un clima antiistituzionale dilagante.
Il mio voto. Il mio sogno. Quindi voto perché il mio voto conta. E sono grato di poterlo fare.
Un Paese che torni ad essere un “grande Paese”, una democrazia evoluta, occidentale ancorata nel Mediterraneo, in Europa e nel Mondo ai valori di libertà, giustizia sociale e uguaglianza. Un Paese tra i Paesi che sappia interpretare al meglio le contrapposizioni etiche e sociali.
Un Paese “lib lab” che possa conciliare liberalismo e socialismo, libertarismo e modernità tenendo assieme meriti e bisogni.
Sogno, quindi voto.
Fabio Catellani
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